Serie composta da dodici quadri realizzati
con acrilico, dimensioni variabili.
La serie Every Woman esplora
i corpi femminili attraverso una sintesi di linee, forme e campiture
cromatiche, con un’armonia gestuale che equilibra proporzione e spazio
sulla tela. I corpi rappresentati rimangono concreti e riconoscibili, lontani
dagli ideali imposti dalla società delle immagini – un contesto
mediatico che da tempo promuove standard estetici uniformi e spesso
irrealistici: infatti si possono notare ventre gonfio, braccia morbide,
seni diversi e fianchi naturali. Non sono modelli astratti, ma donne
osservate personalmente nel tempo.
L’assenza del volto sposta
l’attenzione sul linguaggio corporeo: postura, gesti e movimenti trasmettono
emozioni e stati d’animo. Alcune figure appaiono gioiose e sbarazzine, altre
introverse o raccolte su se stesse, ma mai timide o a disagio con la propria
forma. Consapevoli della loro libertà e indipendenza, queste donne incarnano
un linguaggio corporeo autentico, privo di giudizi esterni.
Un esempio significativo della serie Every
Woman è il quadro Players, che ha per soggetto due donne
in costume da bagno che giocano a carte, rappresentate attraverso lo stesso
approccio corporeo e stilistico della serie. Players è
stato vincitore del Primo Premio Esordienti Angelo Cappelletti alla
decima edizione del concorso di pittura e scultura Renato Valdata e Gigi
Viciani, con tema ispirato al gioco “Rien ne va plus, punta sul colore”.
Come sottolineato dal critico Giosuè
Allegrini durante la premiazione presso la Cupola Arnaboldi di Pavia:
"Opera d'ispirazione cubista, improntata su archetipiche e parimenti suggestive immagini metaforico-astratte che rimandano al ludus e alla condizione primigenia di autenticità dell'essere umano. L'acceso cromatismo, abbinato a una semplificazione della visione pittorica, realizzata attraverso forme piatte di colore puro e rinunciando alla complessità chiaroscurale, hanno il compito di suscitare emozioni poetiche e musicali che consentono all'opera di trascendere dai confini stessi del dipinto per entrare in relazione con lo spazio circostante."
