DIVENTARE STELLE – Passato, presente, futuro della gestualità dell’organico – è una serie composta da sculture (fatte di carta, colla, plastica, punti metallici e colore acrilico), quadri e una installazione video.

«Quando sorgono le Pleiadi, figlie di Atlante, incomincia la mietitura; l'aratura, invece, al loro tramonto. Queste sono nascoste per quaranta giorni e per altrettante notti; poi, inoltrandosi l'anno, esse appaiono appena che si affili la falce.»

- Esiodo, Le opere e i giorni

Molte culture antiche costruirono i loro primi punti di riferimento geografici e autobiografici osservando nel firmamento le Pleiadi, stelle visibili nella costellazione del Toro, chiamate anche «le sette sorelle». Si credeva che quella parte di cielo coincidesse con l'origine della genesi.

Le Pleiadi erano inoltre associate al lutto e ai funerali, poiché diventavano particolarmente visibili tra l'equinozio d'autunno e il solstizio d'inverno. Non a caso, quello è il periodo in cui ancora oggi ricorrono il Giorno dei Morti e Halloween.
 
Durante il lockdown del 2020, un momento storico di sospensione temporale, l’ascolto dei materiali mi si è presentato come una riflessione quotidiana. Un telo da divano e le parole di mia madre hanno aperto la strada per un progetto: «non devi forzare il tessuto sul divano, lo devi accompagnare; la stoffa in generale non va stravolta, ti parla e suggerisce già lei che piega deve prendere».


In quel periodo ho realizzato Achille, utilizzando solo carta, colore acrilico e pochi punti di colla. Lì mi sono accorta che la carta destinata alla raccolta differenziata (strappata e spezzettata per diminuirne il volume) mi comunicava le stesse cose che la stoffa comunicava a mia madre.
Con Achille non si è trattato di un semplice assemblaggio, ma di un ascolto attento al potenziale nascosto in ogni singola fibra di cellulosa, capace di far riaffiorare figure latenti.
 
Queste figure latenti – che si sono mostrate nella mia mente collezionandosi poco alla volta – sono figlie di una gestualità molto istintiva: per la loro realizzazione ho impiegato poco tempo. Questi soggetti riemersi, quasi come una campagna di archeologia subacquea, si sono distribuiti in maniera spontanea su due diversi layers o piani concettuali: uno riguarda le azioni di ogni soggetto nel tempo, l’altro interessa la loro disposizione organica su una time-line complessiva.

Ala (2025), si mostra come un’ala già spolpata e senza carne, in cui sono resistite solo qualche osso e qualche penna.

È qui che si nascondono i coniglietti? (2025) ha per soggetto una tana presente nel sottosuolo visibile soltanto grazie a un taglio in sezione.
Ala ha subito un processo che ha richiesto del tempo, esattamente come avranno dovuto fare i coniglietti per scavare e costruire la propria tana.
 
È quindi questa la sfumatura che vorrei portare all’attenzione: il tempo presente delle azioni attive, il cui eco può attraversare le ere geologiche.
Nei vuoti materici e nella trasparenza, non è sulla caducità e sulla vanitas delle cose che si è posto il mio occhio. Qui non c’è in gioco una visione melanconica e nichilista della vita, quanto piuttosto il riverbero del tempo dedicato e impiegato. Gli attori che ho sentito la necessità di celebrare sono gli atti e gesti – personali ed impersonali, soggettivi ed universali – che si traducono in un moto perpetuo.


A questa forza ho voluto dare una solennità bianca, le cui tonalità vanno dal «bianco sposa» fino all’avorio metallizzato dell’avvenire.


Le azioni di cui parlo possono essere disparate e variopinte: dai processi della mietitura, citati da Esodio a proposito delle Pleiadi, agli avanzi rimasti di un torsolo di mela dopo averlo inciso e mangiato.


Se per gli antichi le Pleiadi fungevano da coordinate geografiche ed autobiografiche, in cuor mio spero che la serie DIVENTARE STELLE possa essere un momento di riflessione dedicato a questo tema – quasi quanto poteva esserlo il genere della Natura morta, ma con una funzione oserei dire opposta.


Il secondo layer riguarda la time-line sulla quale è possibile collocare i vari soggetti delle sculture. È un piccolo viaggio tra i due lembi opposti di questa time-line: dalle varie antichità al cyborg del futuro.



Ala (2025)



Achille (2020)




Cyborg (2025)





Ala (2025)

- Fotografie di Francesca Salamone -


Ammonite (2025)